5G: cos’è, cosa cambia e come funziona la nuova connessione mobile

5G: cos’è, cosa cambia e come funziona la nuova connessione mobile

La nuova e superveloce connessione mobile 5G nelle città di

TORINO MILANO ROMA

c’è la guerra tra TIM e VODAFONE

Ma cos’è il 5G?

Questa è la domanda che molti italiani potrebbero porsi nei prossimi mesi, con la quinta generazione di rete mobile destinata a cambiare il modo di connettersi alla Rete, ma non solo. A cosa serve e come funziona il 5G, e cosa cambia con il 4G: questioni importanti per gli utenti e i consumatori, che dovranno presto scegliere un’offerta compatibile e uno smartphone 5G compatibile con la nuova connessione.

Il 5G cambierà non solo la nostra vita, ma influenzerà anche quella politica, con il braccio di ferro tra USA e Cina per la questione Huawei, ponendosi in tutto e per tutto come la sfida tecnologica del futuro. Le prime offerte mobile, tra TIM e Vodafone, sono già presenti e le prime sperimentazioni sono già state avviate nelle prime città (da Roma a Milano) con il debutto ufficiale previsto per il 2020.

Partiamo dal nome: con 5G si intende la quinta generazione di tecnologie e standard per le connessioni telefoniche mobile, destinata a cambiare il nostro rapporto con il mondo digitale come mai prima d’ora.

Un nuovo modo di utilizzare lo smartphone e non solo, che ha già destato l’interesse delle principali compagnie telefoniche con un’asta (per quanto riguarda l’Italia) che porterà nelle casse dello Stato 6.550 miliardi di euro: in testa TIM e Vodafone, che potrebbero unire le forze arrivando a 22.000 torri (per quanto riguarda le infrastrutture), seguite da Wind, Tre e Iliad. Le prime sperimentazioni sono attese per la metà del 2019, è l’Italia risulta come primo Paese ad aver concluso l’asta della quinta generazione di connessioni mobile. Vediamo di capire insieme cos’è il 5G, esplorando funzionalità e usi futuri in modo da non farci trovare impreparati al suo arrivo

5G: come funziona e cosa cambia con il 4G

Il 5G ridefinirà gli standard qualitativi in termine di connessione mobile: l’ampia diffusione del 4G, attualmente la miglior connessione possibile in termini di smartphone, sembra essere destinata a lasciare il posto a una connettività così diversa da permetterci di utilizzare il telefono come mai prima d’ora.

Cosa cambia rispetto al 4G? Facciamo un piccolo esempio: la nostra connettività da mobile dipende attualmente da “celle” che rendono possibile collegarci a internet; ecco, immaginate che con il 4G oggi ogni singola cella può trasferire dati pari a 1 Gbps mentre con il 5G la capacità verrà ampliata fino a far sostenere a ogni singola cella una velocità pari a 20 Gbps. In parole povere, il 5G sarà fino a 20 volte più veloce dell’attuale rete 4G esistente.

Il 5G sarà in grado di spalancare opportunità mai viste o immaginate prima d’ora, le cui strade sono ancora oggi frutto di studio e sperimentazioni. La Next Generation Mobile Networks Alliance (associazione fondata nel 2006 che riunisce i migliori operatori, ricercatori e venditori operanti nel campo della telefonia mobile) ha definito il 5G come il nuovo standard in grado di:

  • elaborare dati di decine di megabit al secondo per decine di migliaia di utenti;
  • dare a chi lavora con internet 1 gigabit al secondo contemporaneamente ad altri uffici nei dintorni o sullo stesso piano;
  • offrire sostegno e supporto garantito a centinaia di migliaia di connessioni senza fili contemporaneamente;
  • garantire migliore copertura ed efficienza delle rete, notevolmente potenziata rispetto al 4G.

5G: come averlo e smartphone compatibili

Essendo il 5G quasi alle porte, non sono pochi i produttori che hanno iniziato a investire nello sviluppo di nuovi modelli in grado di supportare la tecnologia di nuova generazione.

Nemmeno il costosissimo iPhone XS/XS Max è in grado si supportarlo, e Apple non sembra per ora orientata allo sviluppo di un nuovo iPhone 5G (sostenendo che il momento sia prematuro). Di opinione decisamente opposta il mondo Android, con una serie di smartphone 5G già presenti sul mercato (accanto ad altri in arrivo).

Il nuovo Samsung Galaxy S10 è stato presentato con un quarto modello, a sorpresa, completamente orientato alla quinta generazione di connessioni mobile: il Galaxy S10 5G. Grazie al Mobile World Congress 2019 non sono poche le novità in arrivo: lo smartphone pieghevole di Huawei, il Mate X, presenta il supporto alla nuova linea, ma se siete fan del colosso cinese potete già acquistare Huawei Mate 20 X 5G ed essere già abilitati all’uso della nuova linea.

Anche Xiaomi ha il suo primo smartphone compatibile con la nuova generazione di rete mobile, accanto a Oppo che si uniscono alla corsa che sta lentamente investendo il settore.

Per tutti i modelli di nuova generazione c’è da aspettare fino all’anno prossimo, quando il 5G si avvierà a ridefinire definitivamente gli standard produttivi dell’industria degli smartphone.

5G quanto costa? Le offerte TIM e Vodafone

Come abbiamo già sottolineato, Vodafone e TIM hanno conquistato le frequenze del 5G e il completamento dei primi lavori ha già acceso la nuova Rete in alcune delle principali città italiane.

Ovviamente, non c’è 5G senza le offerte dedicate: ma quanto costano? Sia TIM che Vodafone hanno preparato un listino variegato, con l’operatore rosso che prone un listino prezzi che varia da 16,99 a 39,99 euro al mese mentre l’operatore blu propone offerte leggermente più costose comprese tra 29,99 e 49,99 euro al mese.

5G: copertura, dove prende?

Ovviamente, le sperimentazioni sono attive da pochi mesi e il completamento definitivo dell’intera rete di infrastrutture non è attesa prima della fine del prossimo anno, quando gran parte dell’Italia sarà supportata dalla connessione 5G.

In pratica, inutile attivare le offerte o procurarsi uno smartphone compatibile se non è ancora stato aperto l’hotspot nella vostro città. Ma dove prende il 5G e qual è attualmente la copertura in Italia? All’attivo al momento abbiamo:

Roma

Torino

Milano

Verona

Bologna

Firenze

Napoli

Bari

Matera

Le prime due sono state “accese” a giugno, mentre le ultime 7 a fine luglio. Nove città, ma il numero è destinato a salire nel corso dei prossimi mesi. Ricordatevi di consultare sempre il vostro operatore in negozio o attraverso il servizio clienti dedicato per essere sicuri di essere coperti da 5G (onde evitare di attivare un piano tariffario costoso e sostanzialmente inutile).

5G: infrastrutture, l’Italia e la questione Huawei

Il 5G vede come leader nel mercato delle infrastrutture mobili, secondo i dati riferiti ai primi 9 mesi del 2018, Huawei, Nokia, Ericsson, Cisco e Zte.: l’azienda cinese temuta dagli Stati Uniti detiene da sola circa il 30% del mercato (oltre a essere il secondo produttore mondiale per quanto riguarda gli smartphone, con al primo posto Samsung e al terzo Apple).

La questione Huawei e 5G è in primo piano da diversi mesi e l’Italia è un sorvegliato speciale da parte degli USA di Trump, che temono la preponderanza dell’azienda cinese all’interno delle infrastrutture per la quinta generazione mobile. Un cavallo di Troia quello di Pechino, per colonizzare le potenze nazionali estere, a partire dall’Europa: su questo clima si disputa l’attuale partita internazionale, e italiana, per la scelta del 5G e sulla volontà di includere o escludere Huawei dalla corsa al 5G.

I timori degli Stati Uniti riguardo al presunto spionaggio da parte delle infrastrutture cinesi, che vedrebbero la strada spianata proprio grazie alla nuova connessione mobile, accrescono le politiche estere. Il segretario di stato americano Mike Pompeo, segretario di stato americano, si è di recente espresso con toni molto duri in merito alla questione Huawei-5G. Accanto a lui Curtis Scaparrotti, comandante delle forze NATO in Europa, che ha sottolineato il serio rischio di perdere il supporto armato americano per le forze alleate che sceglieranno di affidarsi alla Cina per il 5G.

L’Italia è più cauta: il Presidente del Consiglio Conte promette controlli su Huawei al fine di garantire la sicurezza nazionale e internazionale. La Lega di Matteo Salvini sulla questione si schiera politicamente con Gli Stati Uniti e Trump, mentre il Movimento 5 Stelle preferisce mantenere un dialogo più aperto tra occidente e oriente, con le dovute valutazioni cautelari. Guglielmo Picchi, sottosegretario agli Esteri, invita a non dilagare a una condanna preventiva nei confronti di Huawei, invitando comunque a un attento monitoraggio.

Il 5G vede come leader nel mercato delle infrastrutture mobili, secondo i dati riferiti ai primi 9 mesi del 2018, Huawei, Nokia, Ericsson, Cisco e Zte.: l’azienda cinese temuta dagli Stati Uniti detiene da sola circa il 30% del mercato (oltre a essere il secondo produttore mondiale per quanto riguarda gli smartphone, con al primo posto Samsung e al terzo Apple).

La questione Huawei e 5G è in primo piano da diversi mesi e l’Italia è un sorvegliato speciale da parte degli USA di Trump, che temono la preponderanza dell’azienda cinese all’interno delle infrastrutture per la quinta generazione mobile. Un cavallo di Troia quello di Pechino, per colonizzare le potenze nazionali estere, a partire dall’Europa: su questo clima si disputa l’attuale partita internazionale, e italiana, per la scelta del 5G e sulla volontà di includere o escludere Huawei dalla corsa al 5G.

I timori degli Stati Uniti riguardo al presunto spionaggio da parte delle infrastrutture cinesi, che vedrebbero la strada spianata proprio grazie alla nuova connessione mobile, accrescono le politiche estere. Il segretario di stato americano Mike Pompeo, segretario di stato americano, si è di recente espresso con toni molto duri in merito alla questione Huawei-5G. Accanto a lui Curtis Scaparrotti, comandante delle forze NATO in Europa, che ha sottolineato il serio rischio di perdere il supporto armato americano per le forze alleate che sceglieranno di affidarsi alla Cina per il 5G.

L’Italia è più cauta: il Presidente del Consiglio Conte promette controlli su Huawei al fine di garantire la sicurezza nazionale e internazionale. La Lega di Matteo Salvini sulla questione si schiera politicamente con Gli Stati Uniti e Trump, mentre il Movimento 5 Stelle preferisce mantenere un dialogo più aperto tra occidente e oriente, con le dovute valutazioni cautelari. Guglielmo Picchi, sottosegretario agli Esteri, invita a non dilagare a una condanna preventiva nei confronti di Huawei, invitando comunque a un attento monitoraggio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *